SANCTA DELICTA Atto I

Aggiornamento: 9 lug 2019



Il primo aspetto interessante nell'ascolto dei Koza Noztra è che, come da loro stessi sostenuto nella biografia, non si tratta di un gruppo ordinario; certamente come altri propongono un hard rock di stampo classico, ma la differenza e la vera forza sta nei temi trattati. I loro testi infatti, rigorosamente in italiano, conducono verso una rappresentazione piena di crudezza e cinismo della società moderna, una fotografia impietosa del degrado che molti vedono ma che, vuoi per indifferenza, vuoi per egoismo, preferiscono tenere fuori dalla porta di casa, convinti che i problemi siano sempre degli altri.


E dunque con "Cronaca Nera parte 2" la band milanese procede nel suo inesorabile cammino di denuncia, cominciato con il primo album omonimo del 2008 e proseguita con la prima parte di 'Cronaca Nera pt.1' e che, nei piani già scritti, arriverà al culmine con la pubblicazione del quinto ed ultimo lavoro previsto per il 2018. Il desiderio di stupire e sferzare anche gli ascoltatori più distratti è incarnato anche dagli pseudonimi scelti dai membri del gruppo, l'Onorevole alla voce, il Diacono e Recupero Crediti alle chitarre, Calibro 9 al basso e il Trafficante alla batteria.


Il sound dei Koza Nostra, come detto, si può far rientrare negli schemi dell'hard rock;l'album è molto ben prodotto e su tutto spicca l'ottimo contributo dei due chitarristi, sia in veste ritmica che solista. Il tema ricorrente è quello di strofe in cui il cantato si fa teatrale e recitato e consente all'Onorevole di "sbattere" in faccia all'ascoltatore i temi più brutali, il traffico di armi in 'Gente Armata', il disagio e la malattia mentale in 'Perizia Psichiatrica', il degrado degli ospedali in 'Malasanità', l'egoismo e la brutalità di relazioni umane basate sullo sfruttamento in 'Trans Europa Express 2013'.


Questi sono tutti brani in cui le strofe sono seguite da ritornello di buona presa, facile mandare a memoria, e questa è la vittoria dei Koza Nostra, perché via via che le canzoni si susseguono, ci si trova a canticchiare "Spara!", "Attenuanti domiciliari"... ovvero a condividere le peggiori bassezze denunciate dalla band.


Le canzoni che, a mio parere, meritano un giudizio a parte sono 'Diretta Stupro' e 'Post Scriptum: Segreti', il primo è uno strumentale di puro heavy metal, certamente la traccia più potente sia musicalmente che a livello di temi. Infatti la musica accompagna un collage di servizi tratti dai telegiornali, tutti relativi a fatti di violenza carnale ed abuso sessuale, quasi un manifesto di come i media siano una cassa di risonanza per il crimine e non un mezzo di denuncia. 'Post Scriptum', dal canto suo, più lenta e ricca di atmosfera è un tappeto sonoro su cui l'Onorevole sembra legge un testo, quasi un comunicato stampa, a proposito di ricerche mediche sovvenzionate da istituti a prima vista insospettabili, con la finalità di creare farmaci e altre forme di condizionamento del comportamento umano, al servizio di apparati paramilitari e di altri organismi criminali.

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